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Perché
“Se
alcune regioni e ambienti attendono addirittura un primo annuncio del
Vangelo, ovunque però c'è bisogno che esso sia rinnovato:
spesso infatti la conoscenza del cristianesimo è data per scontata,
mentre in realtà la Bibbia è poco letta e studiata e la
catechesi non è sempre approfondita”.
Questo appello, del 27 luglio 2003, è di Giovanni Paolo II.
Che la conoscenza della Bibbia lasci parecchio a desiderare nella cultura
italiana è un dato abbastanza risaputo. Tenendo presente che S.
Girolamo indicava l’ignoranza della scrittura come ignoranza di
Cristo, diventa quindi, sempre più essenziale riscoprire la Parola
di Dio per rinnovare la nostra fede. Ma la Bibbia non è soltanto
medicina per l’anima, ma anche strumento per ritrovare le nostre
radici: il testo biblico – specie nel mondo occidentale –
ha avuto, infatti, un influsso fondamentale nel campo artistico, filosofico,
giuridico, politico e così via.
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